ASET…UN BOCCONE AVVELENATO

Il nostro voto contrario alla fusione Aset è un voto contro un’azione politica e tecnica fatta male. Noi, abbiamo sempre pensato che una fusione fosse positiva se realizzata nella giusta maniera. E’ invece venuto fuori un “pastrocchio” con forti criticità:

  1.  Innanzitutto lo studio che ha curato la consulenza sulla fusione ha indicato l’Aset holding quale incorporante della Aset spa. E’ avvenuto proprio il contrario, con un rischio gravissimo: la proprietà delle reti acqua e gas, fra qualche anno, potrebbero andare a nuove società (vedi Marchemultiservizi) e non essere più nella disponibilità del Comune. Altroché, allora, i toni trionfalistici del PD e Sinistra Unita sul rafforzamento della società pubblica!
  2. Risparmi e nuovi investimenti potevano essere realizzati già da molti anni, senza aspettare la fusione e i futuri investimenti (con promesse in pieno stile elettorale “50 nuovi posti di lavoro”, vedi Bacchiocchi) si realizzeranno chissà fra quanti anni. Anche questi potevano essere già stati fatti senza aspettare la fusione. Oltretutto nel nuovo piano industriale non figurano diminuzioni delle bollette, anzi, proprio il contrario, un loro possibile aumento per poter ampliare gli investimenti.
  3. Con la bocciatura anticostituzionale della legge quadro Madia sulle società partecipate e la gestione dei servizi pubblici, lo statuto e il progetto giuridico della fusione si reggono su piedi d’argilla, poiché nessuno sa che fine farà la legge in questione e i suoi decreti attuativi.

 

Noi abbiamo chiesto almeno di interpellare le Autorità d’Ambito, che decidono sulla forma proprietaria e gestionale delle reti, in modo da appurare, con questa nuovo profilo societario di Aset, le possibilità di entrata di MarcheMultiservizi a Fano. In più abbiamo consigliato di attendere alcuni mesi per avere un quadro più chiaro sulla legge Madia. Forse non più di sei mesi. Niente, la maggioranza ha tirato dritto.

 

Questa vi sembra una buona fusione? Per noi no. La vera ragione di tutta questa fretta risiede nella risoluzione di giochi di potere interni all’attuale maggioranza, sulle spalle dei cittadini. Ma questo, i cittadini, devono saperlo.