REFERENDUM PROVINCIALE SANITA’, SERI ALLA CANNA DEL GAS

Il sindaco Seri  lancia oggi un bell’appello: sulla sanità si esprimano i cittadini, scelgano tra Chiaruccia e Muraglia come sede dell’ospedale unico provinciale.

Noi avevamo tentato di andare oltre, proponendo un quesito preliminare a questo: “i cittadini vogliono un unico ospedale o il mantenimento e potenziamento delle strutture esistenti?” Forse il primo cittadino si scorda che questa possibilità fu rigettata dalla commissione dei garanti perché la sanità è di competenza esclusivamente regionale. Di questa bocciatura il Pd cittadino gioì. Viva la partecipazione! Così anche la proposta di Seri per un referendum provinciale è già morta in partenza, vista la sentenza della commissione. E’ l’ennesima ridicola sparata mediatica quella di Seri, che in questo modo prende anche per i fondelli tutti i fanesi che avevano messo la loro firma per far svolgere il referendum cittadino.

Ecco a cosa ci ha portato la poca lungimiranza politica del nostro sindaco attraverso una strategia confusa e altalenante che è andata in pochi mesi dall’ormai celebre “o Chiaruccia o morte“, passando a qualche incursione sulla piana di Carignano, proseguendo verso Fosso Sejore accettando di firmare l’accordo preliminare richiesto da Ceriscioli (ricordiamo che l’ospedale unico è stato scongiurato lì perché invece il sindaco Ricci si è rifiutato di farlo), fino a giungere ad una risibile chiamata alle armi a tempo ormai scaduto.

Insomma i giochi sono fatti, ad oggi il Santa Croce diventerà un poliambulatorio e cronicario, e in campo non c’è più neanche il pallone: la partita di Muraglia pare definitivamente chiusa. A far finta di tirar calci c’è rimasto solo Seri che forse usa questa occasione per riflettere su quanto avrebbe potuto fare per la città finora e non ha fatto. Ha “scoperto” che Ceriscioli non è tanto democratico e non lo è neanche il Pd. Però chi ci governa insieme, gomito a gomito, non è credibile quando di ciò si lagna.

Caro sindaco, forse un’ultima possibilità per scongiurare il disastro annunciato c’è: si dimetta o si batta, ora più che mai, con i sindaci dell’entroterra che sono uniti per riorganizzare gli ospedali esistenti in presidi efficienti e vicini ai cittadini. Anche ieri sindaci e cittadini si sono ritrovati a Fossombrone per ribadire questo concetto policentrico. Sindaco Seri, abbia un moto di coraggio