OCCORREVA VERITÀ NON ACCANIMENTO

La candidata sindaca del M5s Marta Ruggeri replica al sindaco sull’Ambito territoriale sociale

 

Il sindaco Massimo Seri, come gli capita di frequente su varie questioni, anche riguardo all’Ambito territoriale sociale 6 di Fano predica bene e razzola male, dimostrando di essere disinformato e superficiale nell’analisi dei fatti. L’esito delle vicende giudiziarie scaturite dagli accertamenti amministrativi sulla regolarità degli affidamenti alle cooperative sociali, contrariamente a questo sostiene Seri, dimostra l’accanimento dell’amministrazione comunale contro una propria dipendente, licenziata e denunciata all’autorità giudiziaria; dipendente ormai ex che però è riuscita a far valere le proprie ragioni, perché il licenziamento per giusta causa è stato ritirato dal Comune con l’onere del pagamento delle spese legali mentre l’esposto penale è risultato del tutto inconsistente.

Ciò che era già emerso e che si conferma nel passaggio dell’archiviazione delle indagini penali a carico di Sonia Battistini è l’inadeguatezza della gestione politica dell’Ambito territoriale sociale in capo all’assessore Marina Bargnesi e al sindaco Massimo Seri, tanto più all’emersione delle asserite irregolarità amministrative. L’ex coordinatrice era stata lasciata sola ad amministrare una straordinaria mole di finanziamenti pubblici destinati ai servizi alla persona, le sue richieste di aiuto all’amministrazione comunale erano rimaste lettera morta, non era dotata di un adeguato staff di supporto, che non a caso è stato costituito subito dopo la sua rimozione dall’incarico.

La verità è che, di fronte alle gravi irregolarità nell’affidamento dei servizi rilevate dall’organismo di controllo del Comune, è stato sacrificato l’anello debole della catena politico amministrativa.

L’argomentazione del pm nella richiesta di archiviazione dell’ipotesi di abuso d’ufficio, accolta dal gip, è lapidaria e impietosa rispetto alla posizione del Comune, che aveva presentato due esposti: “La notizia di reato è infondata”. Ben più argomentata l’archiviazione dell’ipotesi di falso ideologico conseguente all’esposto del Movimento 5 Stelle, nella quale lo stesso pm reitera i rilievi sulle contraddizioni della delibera del comitato dei sindaci, che nel luglio 2014 rinnovò l’incarico a Sonia Battistini, quando le asserite criticità sul suo operato erano già emerse. La conclusione è che “gli elementi non sono idonei a sostenere l’accusa in giudizio”. Il pm cioè rinuncia all’azione penale sulla base di una prognosi sulla sostenibilità giudiziaria dell’accusa.

La differenza è sostanziale sul piano politico e non solo: l’iniziativa penale del Comune era infondata, quella del M5s no.

Abbiamo presentato quell’esposto non per combattere il sindaco sul piano giudiziario bensì perché fosse verificato il principio di legalità a cui l’amministrazione comunale deve sottostare, nell’interesse generale e superiore dei cittadini. La semplice ricognizione del pm conferma che quella delibera (firmata da Seri e Battistini), impropriamente chiamata di nomina anziché di rinnovo e sprovvista della prescritta valutazione dell’operato della coordinatrice, che sarebbe risultata controversa per le criticità emerse appunto nel 2014, era irregolare. Per il resto, crediamo che non stia a noi fornire elementi che eventualmente rendano sostenibile un’accusa in giudizio.

Prendendo per buoni i rilievi del comitato di controllo sulle carenze nella conduzione dell’Ambito territoriale sociale, il grande punto oscuro di questa vicenda verte su come fu gestito l’Ats nel periodo dal 2008 (quando Sonia Battistini fu nominata dalla giunta Aguzzi) al 2014.

L’ex coordinatrice all’insediamento della giunta Seri ha improvvisamente cambiato indirizzo? Nessuno si era accorto prima di eventuali anomalie? Seppure non intenzionalmente da parte di Battistini, a chi quella gestione ha portato vantaggi? Domande rilevanti dal punto di vista dell’interesse pubblico a cui nessuno ha dato risposte, lo stesso pubblico ministero non ha approfondito in alcun modo la questione, visto che risulta che Sonia Battistini non sia stata interrogata né abbia presentato memorie difensive. Il gruppo consiliare 5 Stelle, che secondo le proprie funzioni di verifica e controllo aveva dato un input sulle contraddizioni della gestione politico amministrativa dell’ente, dopo aver preteso e ottenuto dalla giunta Seri la doverosa trasparenza sulla vicenda nell’interesse innanzitutto dei fruitori dei servizi, ritiene che la questione meritasse di essere adeguatamente indagata, sulla base delle rilevanti censure dell’organismo di controllo e secondo gli indirizzi sugli appalti pubblici dell’Autorità nazionale anticorruzione.

Peraltro, i firmatari dell’esposto del M5s non sono stati preventivamente informati della richiesta di archiviazione del pm, come la procedura prescrive per l’eventuale esercizio del diritto di opposizione. Quindi, ora potremmo presentare un ricorso alla Corte di Cassazione per violazione di legge al fine di invalidare il decreto di archiviazione. Ma non lo faremo perché adesso tutto il nostro impegno è concentrato a contrastare e sconfiggere Massimo Seri sul piano elettorale senza utilizzare, contrariamente a quanto lui sostiene e a quanto pure spererebbe, gli strumenti giudiziari, bensì facendo leva solamente sui temi politici, sulla nostra visione strategica e inclusiva di sviluppo di Fano e del territorio che lui non esprime, sulla sudditanza del sindaco alle lobby politiche ed economiche, sulle carenze politiche e amministrative dei suoi 5 anni di governo tra le quali faremo tesoro dell’accanimento, controproducente per il Comune, che ha dimostrato contro l’ex dipendente Sonia Battistini.

 Marta Ruggeri

Candidata sindaca del M5S di Fano