CITTA’ DEI BAMBINI

Con Marta Ruggeri sindaca, Fano si cura di sé a partire dalle bambine e dai bambini, per dare sostanza, dopo oltre 25 anni dalla sua concezione, al modello di una città a misura dei suoi abitanti più piccoli e deboli, convertendo l’attuale paradigma di fruizione urbana basato sull’automobile e le esigenze dei cittadini adulti e produttivi, che condiziona la salute e la sicurezza di tutti i cittadini. Si tratta di realizzare un progetto di città sostenibile, accessibile, sicura e intelligente, che metta in relazione virtuosa le infrastrutture e i servizi dell’ambiente urbano con i bisogni e la qualità della vita dei bambini, a vantaggio di tutti i cittadini .

2.1 La progettazione degli alunni

Una città da rimodellare in dialogo virtuoso con il consiglio comunale delle bambine e dei bambini, secondo i principi della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (legge dello Stato dal 1991) che riconosce ai bambini il diritto al gioco e a u n livello di vita sufficiente per consentire il loro sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale e sociale.

La giunta della sindaca Marta Ruggeri si impegnerà a dare concreta attuazione alle richieste elaborate dai bambini coinvolti in questo processo partecipativo su base elettiva, affinché i cittadini più deboli siano parte attiva nel cambiamento dell’ambiente urbano, che è ancora frammentato e pericoloso, condizionato dal traffico veicolare e dalle barriere architettoniche, e perciò preclude ai più piccoli la possibilità di vivere esperienze fondamentali per il loro sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale.

2.2 A misura dei più deboli

L’obiettivo è quello di fare riprendere ai bambini il loro spazio nella città, recuperando forme di gioco, di socializzazione e di spostamento autonomo nell’ambiente urbano. Il metodo sarà quello della rivoluzione della mobilità mettendo in primo piano le esigenze dei pedoni per avere una città più accessibile e sicura per tutti.

Sarà favorita la mobilità pedonale e ciclabile realizzando una serie di percorsi protetti ora quasi del tutto assenti; verranno riqualificate e aumentate di numero le aree gioco nelle zone verdi e nei parchi con percorsi tattili e attrezzi abilitati per l’utilizzo da parte dei bambini affetti da disabilità affinché la fruizione di questi spazi sia realmente inclusiva; saranno realizzati o manutenuti nei quartieri campi sportivi aperti e polifunzionali per basket, volley e calcetto per favorire occasione di aggregazione e sport sano per bambini e ragazzi; verrà sviluppato un piano di abbattimento delle barriere architettoniche per togliere gli ostacoli nella fruizione della città a favore di tutti coloro che hanno capacità fisiche ridotte; sarà organizzato il Piano dei tempi e degli orari per una redistribuzione ragionata degli orari della città (ingresso e uscita da scuole, uffici e imprese, distribuzione delle merci) al fine di ridurre la congestione del traffico e la concentrazione dello smog nelle ore di punta, conciliando i tempi scolastico e lavorativo con i tempi di vita; verrà promossa una campagna per incentivare l’uso dei mezzi del trasporto pubblico locale, potenziando in particolare i servizi per la zona industriale.

Inoltre, sarà rafforzata ed estesa a tutti i quartieri l’esperienza “A scuola ci andiamo da soli” per favorire l’autonomia delle alunne e degli alunni; verranno moltiplicate le occasioni della “città da giocare” con il blocco del traffico e la riconquista delle strade e delle piazze per attività ludiche e ricreative.

Un modello a cui ispirarsi è quello della città spagnola di Pontevedra, poco più gande di Fano, un comune di 80.000 abitanti, dove è stata avviata una vera rivoluzione urbana, incentrata sulla mobilità: sono state chiuse delle zone al traffico veicolare, salvo il traffico di necessità dei residenti e per i servizi, e sono state ristrette le carreggiate in modo da ricavare molto spazio per i pedoni, che camminano sicuri su marciapiedi che non si interrompono mai. Le emissioni di smog si sono ridotte dell’87% in centro e del 65% in città, la qualità dell’aria è diventata ottima secondo i parametri dell’Organizzazione mondiale della sanità. Non si registrano più morti per incidenti stradali, la vita urbana e sociale è rifiorita, gli abitanti sono aumentati del 33% e i bambini che hanno riconquistato gli spazi urbani. L’esperienza innovativa di Pontevedra quest’anno compie vent’anni, la giunta della sindaca Marta Ruggeri si attiverà per un gemellaggio di Fano con la città spagnola.

2.3 La regola d’oro

Quella di “Fano la città dei bambini” è una regola d’oro con la sindaca Marta Ruggeri uniformerà tutte le iniziative programmatiche del Comune, perché chi è più debole economicamente o socialmente si senta sostenuto da politiche che ne facilitino la ricerca della casa e la mobilità nei vari luoghi della città, ne rafforzino le relazioni sociali evitando solitudine ed emarginazione, favoriscano l’approccio alla cultura e allo sport, tutelino il territorio valorizzando i luoghi di aggregazione e gli spazi naturali.

Questo è il modello di una città accogliente, inclusiva e solidale, nella quale chi è più debole contribuisce a riprogettare l’ambiente urbano e chi è più forte si sente coinvolto a sostenere quanti fanno fatica a vivere.

Un tessuto sociale così costruito, sull’integrazione e la condivisione, rende anche più interessante e vantaggioso portare nel territorio comunale attività produttive e commerciali, perché chi lo fa trova una città disposta alla collaborazione fra i vari soggetti economici e sociali, e favorisce l’armonia fra le diverse culture etniche presenti a Fano, che può in questo modo qualificarsi come città di pace.