SICUREZZA URBANA

Con la giunta della sindaca Marta Ruggeri Fano è sicura di sé grazie a politiche attive e integrate capaci di migliorare in modo significativo la sicurezza pubblica e, quindi, la qualità della vita e la socialità urbana nel territorio. La cifra ancora una volta è quella della partecipazione, che può creare un valore aggiunto anche su un tema sensibile per l’opinione pubblica come la sicurezza se agisce su un modello organizzativo impostato sulla sinergia con le forze dell’ordine, alle quali l’istituzione locale offre la migliore tecnologia per il controllo del territorio e la disponibilità dei cittadini alla collaborazione per presidiare un valore fondamentale della vivibilità urbana.

L’obiettivo della futura amministrazione di Marta Ruggeri nel campo della sicurezza urbana sarà quello di contrastare i fenomeni della criminalità, della devianza e del degrado promuovendo quattro azioni: sviluppare il controllo di vicinato attraverso le nuove tecnologie, potenziare nel territorio la videosorveglianza integrata incentivando in particolare il contributo dei privati al controllo pubblico, sviluppare l’aggregazione sociale e il decoro delle periferie e del centro cittadino, agire politicamente per  il rafforzamento degli organici e delle dotazioni delle forze dell’ordine.

Il nostro è un territorio dal tessuto sociale ed economico reputato sostanzialmente sano, dove solitamente agisce un nomadismo criminale predatorio che ha visto nell’ultimo periodo significativi successi delle forze dell’ordine. Ma dovremo vigilare tutti perché questo ambiente socio economico rimanga integro, stroncando sul nascere le infiltrazioni malavitose con un argine comune contro la criminalità organizzata di stampo mafioso, che è solita penetrare nei territori in modo incruento, non riconoscibile secondo caratteristici codici culturali bensì attraverso le modalità economiche adottate, che sono quelle degli investimenti nel mondo produttivo indirizzati verso le imprese in difficoltà con notevoli disponibilità finanziare, frutto di attività criminali da riciclare nell’economia legale, che alterano pericolosamente le condizioni del mercato e il principio della concorrenza.

Tra i segnali recenti registrati nel territorio, è motivo di preoccupazione l’omicidio di Natale avvenuto a Pesaro nei confronti del fratello di un pentito della ‘ndrangheta, che ha messo in evidenza una notevole vulnerabilità del sistema di protezione dello Stato, ed è un campanello di allarme l’ancora più recente arresto a Fano di un cittadino campano, immigrato 15 anni fa, accusato di essere un killer della camorra.

Episodi che evidenziano la necessità di rafforzare i dispositivi di sicurezza dello Stato sul territorio rispetto ai più diversi pericoli della criminalità mafiosa e l’urgenza di creare un presidio collettivo di cittadinanza attiva per segnalare alle forze dell’ordine ogni possibile avviso di allarme.

10.1 Il controllo di vicinato

Il controllo di vicinato è la prima opportunità da sperimentare rispetto alle mancate scelte dell’attuale amministrazione comunale, partendo da alcuni quartieri pilota. Si tratta di implementare in città l’azione promossa dall’omonima associazione nazionale raccordando con l’amministrazione comunale le iniziative spontanee già nate tra i cittadini tramite i social network e istituendo l’osservatorio sulla sicurezza con il coinvolgimento delle associazioni del territorio. Sarà attivata anche una chat di comunicazione con la polizia locale. Il principio è quello di tanti occhi sulla città per registrare movimenti strani e presenze sospette riguardo al rischio di furti e rapine e, soprattutto, considerando la frequenza dei casi, il pericolo delle truffe che vedono esposti in particolare gli anziani soli in casa. In metodo sarà quello di un’efficace e preordinata comunicazione dei cittadini verso l’amministrazione e alle forze dell’ordine. Nell’ambito di questo progetto, l’amministrazione comunale di Marta Ruggeri, verificando la disponibilità dei responsabili locali della sicurezza, avrà cura di promuovere un nuovo programma di incontri nei quartieri per sensibilizzare i cittadini sull’adozione di opportune misure di sicurezza passive, non solo dispositivi di allarme ma anche semplici accorgimenti come luci notturne negli androni o sui terrazzi lasciate accese e mancata segnalazione sui social dell’assenza per vacanze.

10.2 Il sistema integrato di videosorveglianza urbana

Oltre agli occhi umani, gli occhi elettronici: l’altra primaria opportunità per la sicurezza partecipata, non adeguatamente sviluppata fino ad oggi, è quella del sistema integrato di videosorveglianza urbana. Oltre al completamento del controllo di tutti i varchi di ingresso e uscita della città attraverso telecamere di ultima generazione, che leggono le targhe dei veicoli riconoscendo quelli di cui è stato segnalato il furto (oltre a scoprire i mezzi che non sono coperti da assicurazione e non hanno sostenuto la revisione periodica), l’obiettivo è quello di incoraggiare il collegamento delle telecamere private al sistema di videosorveglianza gestito dalla polizia locale. Si tratta di telecamere di proprietà dei cittadini che in tal modo potranno essere orientate verso la strada al fine di aumentare il campo visivo delle forze dell’ordine. È una fondamentale sinergia tra pubblico e privato, il regolamento comunale è già stata approvato contemplando questa possibilità con la formula “adotta una telecamera”, ma la previsione è rimasta in pratica lettera morta in quando non è stata adeguatamente promossa e portata alla conoscenza di cittadini. Sarà scrupolo della futura amministrazione di Marta Ruggeri promuovere un’efficacia campagna comunicativa affinché i cittadini possano condividere, innanzitutto a loro vantaggio e con un importante valore aggiunto per la comunità, questo progetto sulla sicurezza urbana.  A questo proposito saranno promosse convenzioni ad hoc con le associazioni degli operatori economici per incentivare l’adesione degli associati al progetto a vantaggio della propria sicurezza e di quella di tutti i fanesi contro rapinatori, ladri, spacciatori e teppisti.

10.3 La promozione di presidi sociali anti devianza

Per prevenire i fenomeni di devianza sociale e di microcriminalità, è opportuno abbinare la riqualificazione urbana alla promozione di relazioni e presidi sociali. Quindi, si tratta di curare l’arredo di piazze, vie e aree verdi, di mantenere e recuperare i negozi di prossimità, di sviluppare forme aggregative e associative nei quartieri, di sostenere la pratica sportiva non solo per il benessere fisico ma anche per il suo valore di educazione alle relazioni.

Contro i fenomeni di bullismo, vandalismo, tossicodipendenza e disagio, sarà utile creare nel territorio una rete di vigilanza con scambio di informazioni tra assistenti sociali, polizia locale (attenta con una squadra specifica al controllo nei quartieri), società sportive e scuola. Un punto di riferimento fisico dove raccordare queste conoscenze potrà essere il presidio comunale che la futura amministrazione di Marta Ruggeri intende garantire in ogni quartiere, come luogo per l’erogazione di servizi e lo svolgimento di attività del rione, nonché punto di aggregazione delle associazioni. Lì faranno base gli assistenti sociali quando opereranno nel territorio per intercettare le varie forme del disagio sociale. Il raccordo informativo con la scuola sarà loro cura mentre le relazioni con le società sportive potranno essere sviluppate anche dai volontari, individuando preliminarmente le figure che si occupino del tema.

Questa stratificazione di relazioni, attività ed educazione sociali, opportunamente promossa, contribuirà a prevenire gli atti di teppismo, le forme di bullismo, i fenomeni di tossicodipendenza e le condizioni di disagio personale. Ma laddove questi fenomeni si manifestassero dovrebbero essere intercettati il prima possibile e trattati con il necessario tempismo, oltre che con la doverosa riservatezza, per evitare che i danni al patrimonio pubblico e alle coscienze dei ragazzi, provocati volontariamente o in qualche modo autoindotti, si aggravino e le situazioni degenerino con conseguenze che finiscono per sconfinare nel codice penale e talvolta risultano irreparabili.

La futura amministrazione agirà sulla cura del decoro urbano e sulla promozione dei presidi sociali privati e pubblici del territorio. Fano deve confermarsi città accogliente e inclusiva, nei confronti di ogni diversità di genere, di culture e di abilità psicofisiche. D’altro canto, laddove risultassero minacciati o lesi le funzioni e gli interessi pubblici sarà valutata l’opportunità di applicare tutti gli strumenti forniti dalla legge, quindi, anche il daspo urbano per allontanare chi risultasse molesto, ostacolasse la fruizione di aree urbane sensibili, svolgesse attività di commercio e parcheggio abusive.

10.4 Il raccordo con il governo per la dotazione del personale

Per l’attività amministrativa della futura giunta fondamentale sarà il raccordo su molte questioni con il governo nazionale soprattutto attraverso i tre parlamentari del Movimento 5 Stelle di Fano. Questa sarà un’opportunità, in particolare, per trovare soluzioni adeguate ed efficaci ai problemi del turn over del commissariato di polizia e del trasferimento della compagnia dei carabinieri all’ex caserma Paolini, prospettato ora in modo logisticamente insoddisfacente. La dotazione adeguata di personale, mezzi e strutture è il presupposto fondamentale perché i dispositivi della sicurezza pubblica del territorio possano affrontare in modo efficace le minacce tradizionali e nuove della criminalità organizzata, mafiosa e no.