SICUREZZA SANITARIA

Con Marta Ruggeri sindaca, Fano si cura di sé sul piano della salute e dei servizi sanitari, facendosi carico delle esigenze di assistenza e cura dei fanesi. Prioritaria è la battaglia per la difesa dell’ospedale Santa Croce, presidio di riferimento delle vallate del Metauro e del Cesano, con un impegno per il potenziamento nel territorio fanese della sanità pubblica e una netta contrarietà all’insediamento di una clinica privata, prevista ora a Chiaruccia, che risulta sostitutiva dell’offerta pubblica di servizi con la dotazione di specialità convenzionate sottratte all’ospedale territoriale, come quella di ortopedia. Inoltre, per mettere al centro le esigenze di cura e assistenza dei cittadini, degli anziani e dei malati cronici in particolare, l’impegno sarà volto a rivendicare il miglioramento della continuità assistenziale tra sanità ospedaliera e sanità territoriale.

 

3.1 Stop all’ospedale unico delle lobby

La giunta della sindaca Marta Ruggeri svilupperà una tenace opposizione al progetto dell’ospedale unico della Regione Marche, che vede ora l’ente impegnato nella definizione del bando per la costruzione di un nuovo presidio dell’azienda Ospedali Riuniti Marche Nord nel quartiere Muraglia di Pesaro. La pianificazione regionale (delibere 1554 e 1623 del 2018 della giunta delle Marche) attualmente classifica l’azienda ospedaliera Marche Nord come presidio ospedaliero di primo livello nonostante la normativa nazionale (decreto ministeriale 70 del 2015) riservi alle aziende ospedaliere il secondo livello, che invece Marche Nord acquisirà solamente dopo la costruzione del nuovo ospedale unico. Questo dimostra come la programmazione sanitaria regionale per il progetto di Marche Nord sia frutto delle pressioni di una lobby politica e territoriale pesarese, che si appoggia ed è a sua volta sostenuta da forti lobby professionali ed economiche. Infatti, il disegno, privo di un’adeguata base programmatoria, non corrisponde a un’equilibrata e funzionale pianificazione dei servizi ospedalieri, in quanto l’aumento dell’attività di Marche Nord nei presidi di Pesaro registrato negli ultimi anni ha richiesto la concentrazione di risorse finanziarie e professionali, altrimenti destinate alla sanità provinciale e in particolare alla sanità fanese. In questa logica, il territorio provinciale e la città di Fano sono stati già impoveriti di servizi ospedalieri e lo saranno ancora di più con la costruzione del nuovo ospedale a Muraglia. D’altro canto, è palese come in una regione di appena 1,5 milioni di abitanti la previsione a Pesaro di un altro ospedale di secondo livello, oltre a quello degli Ospedali Riuniti di Torrette di Ancona che svolge un’insostituibile funzione centrale nel servizio sanitario regionale, sia frutto di un’allocazione di risorse preordinata e tutt’altro che razionale, posto che tale presidio deve avere un bacino di utenza compreso tra 600mila e 1,2 milioni di abitanti (a parte l’Inrca, che è un istituto di ricovero e cura a carattere scientifico specializzato sulla terza età e che pertanto, per le sue prestazioni, ha un bacino di utenza sovrapponibile a quello degli Ospedali riuniti di Torrette di Ancona di alta specializzazione). Non a caso questo disegno organizzativo, con la programmata assegnazione del secondo livello ospedaliero all’azienda Marche Nord in base alla delibera 1623 del 27 novembre 2018, è oggetto, da parte dei territori di Ancona e del Sud delle Marche, di forti contestazioni politiche all’interno dello stesso Partito democratico, che con il pesarese Luca Ceriscioli, ex sindaco di Pesaro, attualmente governa la Regione Marche.

 

3.2 Santa Croce: difesa e potenziamento

In particolare, del progetto del nuovo ospedale a Muraglia dell’azienda Marche Nord si contestano la localizzazione per la precarietà idrogeologica del sito, il ricorso a gravose forme di finanziamento privato e, soprattutto, l’accorpamento dei servizi ospedalieri. Una strenua battaglia politica sarà sostenuta dalla sindaca Marta Ruggeri per bloccare il progetto di ridimensionamento del Santa Croce e rivendicare il ripristino dei servizi sottratti, a partire da quelli di Medicina e Chirurgia d’urgenza, perché l’ospedale cittadino torni a essere, con un ampio spettro di funzioni multispecialistiche, punto di riferimento del territorio che comprende le valli del Metauro e del Cesano. Un particolare valore politico e simbolico, per le evidenti implicazioni con la città delle bambine e dei bambini, ha la difesa dei reparti di Pediatria, Ostetricia e Ginecologia, che la Regione vorrebbe chiudere, come tutti gli altri reparti di degenza del Santa Croce, con il consenso dell’amministrazione comunale, una volta costruito il nuovo ospedale a Muraglia. Non è accettabile che una città, che ha l’ambizione di riprogettarsi insieme ai bambini e per i bambini al fine di essere adeguata alle esigenze di tutti i cittadini, patisca la chiusura dei servizi ospedalieri che i bambini li fanno nascere e li curano.

 

3.3 Le false promesse del protocollo d’intesa

Nello specifico, Marta Ruggeri contesta il protocollo d’intesa firmato dal sindaco Massimo Seri con il presidente della giunta regionale Luca Ceriscioli, che assolve a esigenze propagandistiche di carattere pre elettorale a favore dell’amministrazione comunale uscente. E’ molto significativo che il mantenimento o il ripristino di certi servizi del Santa Croce, come appunto quelli di Medicina e Chirurgia d’urgenza da tempo tagliati al Pronto soccorso di Fano per l’integrazione funzionale con l’ospedale San Salvatore di Pesaro, vengano promessi ora per il futuro, quando quell’integrazione diventerà fisica e strutturale attraverso la costruzione del nuovo ospedale di Muraglia. Una promessa palesemente in contraddizione con i principi ispiratori dell’ospedale unico, basati sull’accorpamento di tutti i servizi ospedalieri in un unico presidio, che sarà localizzato a 12 chilometri dall’attuale sede dell’ospedale Santa Croce. Il protocollo consacra la subordinazione di Fano al disegno pianificato a favore di Pesaro attuato dalla suddetta lobby politica e territoriale. E in questo senso è esemplare che la scelta del sito di Muraglia per il nuovo ospedale di Marche Nord sia stata compiuta sulla base di un algoritmo voluto dal presidente della Regione, considerato che l’algoritmo selezionava ai primi posti, per effetto delle impostazioni ricevute, proprio i quattro siti di Pesaro, tra i sei proposti a suo tempo, mentre i tempi di percorrenza misurati dall’applicazione Google maps, che lo stesso algoritmo utilizzava, segnalano come sito raggiungibile in tempi complessivamente più brevi da tutti i residenti della provincia di Pesaro Urbino quello fanese di Chiaruccia.

 

3.4 Clinica privata: subito la revoca

Nel disegno delle lobby professionali ed economiche, che sostengono questo progetto politico e territoriale, c’è anche la costruzione di una clinica privata, che è stata localizzata a Chiaruccia su un terreno di proprietà del Comune di Fano. L’amministrazione comunale in carica concorre con propri atti amministrativi alla scelta di sostituire parte dei servizi sanitari pubblici con quelli privati, tramite una variante urbanistica già approvata e il bando per la messa in vendita di quattro ettari di terreno. Il disegno è stato impostato e costruito nel tempo dalla Regione. Prima sono stati ridotti i posti letto della rete pubblica provinciale, con la delibera 735 del 2013 che tagliò 99 posti letto per malati acuti nel territorio dell’Area Vasta 1, che era già caratterizzato da una dotazione di posti letto fortemente sottodimensionata rispetto sia alla normativa nazionale che alle dotazioni delle altre province marchigiane. Poi è stata creata una riserva di posti letto a disposizione della futura clinica privata, da assegnare in convenzione con il servizio sanitario regionale, come si evince dalla delibera 639 del 2018, che ha distribuito una quota aggiuntiva di 140 posti letto per ridurre la sperequazione tra i territori: 80 sono stati assegnati alla provincia di Pesaro Urbino, tra i quali “50 posti letto acuti per attività ortopedica e riabilitativa in struttura da individuare per il recupero di mobilità passiva”. Nel protocollo d’intesa è specificato che la clinica privata erogherà soprattutto attività di tipo chirurgico, principalmente nella disciplina di ortopedia, e disporrà proprio di 50 posti letto per malati acuti convenzionati. La struttura fu annunciata per la provincia di Pesaro Urbino solamente dopo le elezioni del 2015 dal presidente Ceriscioli per combattere la mobilità passiva, ossia la richiesta da parte dei cittadini di prestazioni sanitarie fuori regione. Gran parte di questo movimento riguarda residenti della provincia che si rivolgono alla clinica privata di Cotignola, in provincia di Ravenna, per prestazioni ortopediche. Quindi, la Regione e il Comune, invece di potenziare il reparto di ortopedia del Santa Croce, che fino ad alcuni anni fa costituiva un’eccellenza regionale mentre ora è stato ridotto a day surgery, hanno deciso concordemente di finanziare la sanità privata, che secondo indagini giornalistiche indipendenti fa registrare con le convenzioni un’efficienza della spesa del servizio sanitario nazionale molto inferiore a quella di un ospedale pubblico, che eroga oltre agli interventi programmati le prestazioni di emergenza.

A tutela delle professionalità e delle risorse della sanità pubblica, Marta Ruggeri dopo l’elezione, tra i primi provvedimenti della sua futura amministrazione, si impegna a revocare la variante urbanistica recentemente approvata per la clinica privata a Chiaruccia al fine di ostacolare la realizzazione di servizi ospedalieri alternativi a quelli del Santa Croce, che secondo la pianificazione già programmata concede all’operatore privato anche il beneficio dell’esenzione dagli oneri di costruzione quantificabili  in circa un milione di euro.

 

3.5 Come abbattere le liste d’attesa

Per Marta Ruggeri si contrasta la mobilità passiva degli utenti della sanità, che si rivolgono fuori regione per ricevere le prestazioni, e si riducono le liste d’attesa per visite specialistiche ed esami diagnostici in provincia di Pesaro Urbino con l’implementazione di servizi ospedalieri pubblici efficienti nel territorio, dotati di un adeguato numero di posti letto, con l’aumento dell’orario di utilizzo dei macchinari, con la gestione più funzionale del personale e con la creazione di percorsi omogenei e organici per l’accesso e l’uscita dalle prestazioni mediche acute. Il modello di riferimento è quello della sanità di prossimità e policentrica, con il mantenimento sul territorio provinciale anche degli ospedali di Urbino e Pergola, la riapertura dei Punti di primo intervento e il ripristino delle funzioni ospedaliere nei presidi convertiti di Fossombrone, Cagli e Sassocorvaro.

Il rinnovamento della giunta cittadina di Fano, con l’elezione a sindaca di Marta Ruggeri, dovrà essere il prologo del cambiamento politico nel 2020 del governo regionale, responsabile tra le altre azioni di una riforma sanitaria invisa a gran parte dei cittadini, che concedendo nuovi e ampi spazi alla sanità privata mira a concentrare i servizi pubblici in ospedali unici provinciali a danno del diritto alla salute della popolazione marchigiana, buona parte della quale vive nelle comunità diffuse sui territori collinare e montano della regione.

Importante sarà anche l’impegno per sostenere il progetto della Fondazione Maruzza, che prevede l’apertura a Fano di un centro regionale di cure palliative pediatriche, capace di soddisfare un’esigenza diffusa nel territorio e di attivare un virtuoso processo di mobilità attiva dal Centro Italia.

 

3.6 Sì ai rimborsi per i ritardi sanitari

Inoltre, la sindaca Marta Ruggeri promuoverà una campagna informativa dell’amministrazione comunale affinché i cittadini fanesi si avvalgano del diritto di ottenere dall’azienda ospedaliera Marche Nord l’erogazione delle prestazioni in regime di attività libero professionale intramuraria senza oneri oltre al ticket o, in mancanza di esse, il diritto di ricevere il rimborso di tali prestazioni erogate dagli operatori privati quando le prenotazioni delle visite specialistiche e degli esami diagnostici presso il sistema sanitario pubblico oltrepasseranno i limiti temporali previsti dalla normativa.

Nell’interlocuzione sulle politiche per la salute, a tutela del cittadino paziente, verranno stimolati dalla giunta della sindaca Marta Ruggeri i migliori percorsi di continuità tra la prestazione ospedaliera acuta e l’assistenza domiciliare, verificando sul piano del miglioramento del servizio la sostenibilità dell’innovazione tecnologica con il ricorso alla telemedicina per la diagnosi e la cura a distanza.

 

3.7 La continuità assistenziale da sviluppare

In particolare, si cercherà di favorire un’integrazione più funzionale tra gli Ospedali Riuniti Marche Nord, e quindi il Santa Croce, e i servizi territoriali sia sanitari, erogati dall’Area vasta 1 dell’Asur, che sociali, prestati dal Comune di Fano e dall’Ambito territoriale sociale 6. Tale integrazione era più fluida ed efficace prima della nascita dell’azienda ospedaliera Marche Nord, quando l’ospedale di Fano faceva parte dell’Asur. Per esempio, le dimissioni protette dall’ospedale di soggetti fragili devono essere organizzate e curate sia al domicilio che nelle strutture residenziali di tipo sanitario, socio sanitario o sociale, attraverso un’interazione virtuosa con le famiglie (laddove ci sono), l’Area vasta, l’Ambito territoriale sociale, i servizi sociali del Comune e gli operatori del terzo settore.