SICUREZZA SOCIALE

Con Marta Ruggeri sindaca, Fano si cura di sé sul piano dei servizi sociali e alla persona per sostenere chi si trova in condizioni di fragilità e bisogno e per accompagnare i cittadini nelle varie fasi della vita, tutelando con equità ed efficacia le esigenze personali che assumono un rilievo pubblico. Al tempo stesso Fano si cura di sé attraverso le forme di sussidiarietà e cittadinanza attiva che danno valore all’impegno dei cittadini per un nuovo protagonismo civico che promuova la cura dei beni comuni, la solidarietà, la cultura locale.

La prima sensibilità specifica è quella volta a contrastare il preoccupante fenomeno della denatalità, che ha colpito negli ultimi anni il comune di Fano secondo una tendenza che registra dati più gravi di quelli nazionali. Nei reparti di ostetricia dell’azienda ospedaliera Marche Nord i nati nel 2018 sono calati del 30% rispetto a cinque anni prima. Il fenomeno si può invertire con un processo virtuoso di ripresa economica che dia lavoro e certezza di reddito soprattutto ai giovani, abbattendo la disoccupazione ed evitando che i ragazzi siano costretti a emigrare all’estero, creando in questo modo le condizioni perché le nuove generazioni acquistino fiducia nel futuro e siano indotte a formare una famiglia e a generare figli. Solo così una comunità può avere un futuro con una prospettiva di sviluppo. Per questo, la giunta della sindaca Marta Ruggeri, oltre ai vari interventi per stimolare l’economia locale, promuoverà una politica a sostegno delle famiglie con il pacchetto familiare per bambini, un insieme di misure che incoraggia la genitorialità sostenendo le coppie alla nascita dei figli e nel processo di crescita e formazione dei bambini. Saranno anche previste riduzioni dell’addizionale comunale dell’lrpef per le famiglie con figli numerosi e per i contribuenti con redditi più bassi.

Inoltre, la nuova amministrazione si impegnerà per incentivare l’accoglienza dei minori abbandonati e l’assistenza a quelli con varie forme di disagio, il sostegno ai disabili e alle loro famiglie, l’aiuto ai disoccupati e ai cittadini con fragilità economica, la vigilanza contro le situazioni di devianza e la cura degli anziani; lo farà attraverso i servizi comunali ai quali si potranno virtuosamente affiancare, con un opportuno incentivo pubblico, forme di sussidiarietà e di cooperazione che realizzino vari gradi di responsabilità sociale, fino alle comunità di vicinato, per rimuovere le condizioni di emarginazione dei cittadini che si trovino in difficoltà. Con la sindaca Marta Ruggeri le prestazioni per l’emergenza sociale saranno l’ultima risposta di una strategia politica che favorirà i rapporti sociali e l’inclusione di tutti, attraverso una pianificazione urbanistica che preveda luoghi di aggregazione e alloggi da assegnare con criteri sociali, una programmazione commerciale che valorizzi i negozi di prossimità, una progettazione urbana che elimini le barriere architettoniche e aumenti gli spazi verdi, una programmazione fiscale che contempli sgravi per le famiglie numerose, per chi assume lavoratori con disagio, contrasti le dipendenze patologiche a partire da quella per il gioco d’azzardo. L’obiettivo è quello di una comunità urbana solidale e coesa in cui nessuno si senta lasciato indietro, organizzata a misura dei più deboli perché tutti ne traggano vantaggio.

 

4.1 Il pacchetto familiare per bambini

Il pacchetto familiare per bambini rappresenterà l’integrazione comunale della grande operazione di potenziamento dello stato sociale realizzata dal governo nazionale attraverso l’introduzione del reddito di cittadinanza, che basa la sua forza sulla formazione e l’accompagnamento al lavoro, e la riforma pensionistica di quota 100, che permetterà una straordinaria rigenerazione della forza lavoro. Questi ultimi provvedimenti sono mirati a favorire un clima di fiducia sociale ed economica, perché alimenteranno per un verso i consumi e qualificheranno e rinnoveranno per un altro il mondo del lavoro, con un effetto benefico sulla ripresa dei vari settori produttivi. In questo processo virtuoso, la giunta della sindaca Marta Ruggeri intende inserirsi con misure volte a incoraggiare la genitorialità e sostenere le famiglie. Una priorità di #fanosicuradise considerato quanto il problema è grave e radicato, posto che già nel periodo 2008-2015 il calo della natalità a Fano è stato del 25%. Il pacchetto familiare per bambini è incentrato su un sostegno ai nuclei familiari in cui si registra la nascita di un bambino. Le mamme dei neonati, residenti a Fano, diventeranno titolari di un buono spesa, che potrà essere utilizzato per prodotti a uso di tutti componenti della famiglia (risultanti da apposito certificato) presso le farmacie Aset. Si valuterà anche l’opportunità di una convenzione con negozi per l’infanzia per agevolare le famiglie rispetto ai beni d’uso di prima necessità per i neonati. Questo buono spesa, nella misura massima di 1.000 euro, verrà erogato dal Comune in base all’Indicatore della situazione economica equivalente (Isee) e potrà essere associato alle misure erogate dell’Inps (l’assegno di maternità di 1.713,10 euro per le mamme che non beneficiano dell’indennità di maternità per i cinque mesi di astensione obbligatoria dal lavoro e gli assegni di natalità annuali di 960 o 1.920 euro, a seconda dell’Isee, per ogni figlio nato, adottato o in affido preadottivo).

Il pacchetto familiare per bambini della sindaca Marta Ruggeri prevederà anche significative agevolazioni in tutti i servizi comunali che accompagnano il percorso di assistenza e cura dei bambini. In particolare, saranno dimezzate le tariffe degli asilo nido, delle scuole materne, del trasporto e delle mense scolastiche per il secondo figlio che fruisca di questi servizi comunali contemporaneamente al primo. E a partire dal terzo figlio le tariffe verranno azzerate.

Saranno messe a punto anche riduzioni dell’addizionale  Irpef per le famiglie numerose, al fine di agevolare quanti investono sul futuro a partire dal loro nucleo familiare, così come tale riduzione sosterrà i percettori dei redditi più bassi.

Su richiesta delle famiglie, sarà reso più flessibile l’orario delle scuole materne per andare incontro alle esigenze di lavoro dei genitori.

Il pacchetto familiare per bambini potrà essere efficacemente calibrato dopo la sua introduzione in base all’esperienza e alle esigenze dei cittadini, mantenendo la priorità di una politica attiva contro la denatalità e a favore delle famiglie.

 

4.2 Il diritto alla casa

E’ intenzione della giunta della sindaca Marta Ruggeri dare sostanza al diritto sociale alla casa. Con adeguate modifiche del Piano regolatore generale, verranno valorizzati gli immobili comunali allo scopo di realizzare alloggi per famiglie in difficoltà economica e sociale. Allo stesso modo nei confronti dei nuclei familiari che soffrono di questo disagio sarà incoraggiata la stipula di contratti di locazione con una funzione di garanzia svolta dal Comune. Verrà incentivata la sottoscrizione di contratti a canone concordato per agevolare l’accesso all’abitazione da parte dei locatari a prezzi più bassi di quello di mercato in cambio di vantaggiosi sgravi fiscali a favore dei proprietari. Sarà promosso un programma per incentivare l’Ente regionale abitazione pubblica a investire nel recupero abitativo, in particolare nel centro storico di Fano, e per favorire investimenti privati nella conversione e riqualificazione del patrimonio edilizio. Considerando le molteplici esigenze abitative frutto della frantumazione familiare e dell’invecchiamento della popolazione, che vedono anche a Fano molti nuclei formati da mamme con figli, padri separati e anziani soli oltre a giovani coppie, sarà cura dell’amministrazione della sindaca Marta Ruggeri promuovere il benessere abitativo e l’integrazione sociale attraverso politiche attive dell’abitare che incentivino e diversifichino le esperienze di housing sociale. In particolare, incrociando varie strategie amministrative, si opererà per promuovere in questo campo, il protagonismo dei cittadini al fine di favorire l’accesso alla proprietà attraverso l’esperienza di ristrutturazione di alloggi, già sperimentata in territori prossimi a quello fanese, e l’attivismo sociale attraverso il coinvolgimento degli abitanti nella gestione della comunità residenziale con la cura degli spazi comuni condominiali e la promozione di attività sportive, ricreative e di attrazione negli spazi pubblici aperti alla città.

 

4.3 Più aiuti a poveri, disoccupati e famiglie numerose

La politica fiscale e tariffaria sarà finalizzata ad alleggerire la pressione sui cittadini meno abbienti e, come detto, sulle famiglie numerose. In questo senso l’addizionale Irpef non sarà più applicata in percentuale fissa bensì modulata in base agli scaglioni di reddito così da ridurla progressivamente a favore di coloro che hanno redditi più bassi e, nelle forme più opportune, anche di quanti hanno a carico una prole numerosa.

Saranno aumentati i fondi per gli aiuti ai disoccupati e alle famiglie con disagio economico attraverso contributi sugli affitti e le rate dei mutui e per il pagamento delle utenze domestiche

Agevolazioni fiscali saranno previste a favore di quelle imprese che sono attente all’impatto sociale della loro attività. In questo senso verranno favorite le aziende che realizzeranno forme virtuose di inclusione lavorativa assumendo soggetti disabili e   affetti da disagio.

 

4.4 Contrasto al gioco d’azzardo patologico

Una priorità della giunta comunale di Marta Ruggeri sarà il contrasto del gioco d’azzardo patologico che rappresenta un rilevante problema per il territorio con ricadute sociali e sanitarie significative, richiamando l’opportunità di affrontare il fenomeno in maniera coordinata e omogenea sul piano sovracomunale attraverso l’Ambito territoriale sociale.

I dati pubblicati online dal Gruppo Editoriale Gedi rilevano come a Fano nel 2016 si siano spesi in slot machine e videolottery circa 52,5 milioni di euro per un ammontare pro capite (inclusi neonati e malati) di 883 euro (somme comprensive delle vincite generate dal sistema, che corrispondono a circa il 70% della cifra per le slot machine e all’88% per le videolottery). Le cifre, che attribuiscono a Fano l’indice di virtuosità dei comuni più basso e che non tengono conto delle somme spese in tutte le altre forme legali di gioco d’azzardo (Lotto, Superlenalotto, Gratta e vinci e scommesse sportive), evidenziano come nella nostra città la propensione al gioco d’azzardo sia maggiore rispetto alla media del territorio provinciale.

Completano il quadro preoccupante i dati disponibili dell’Area vasta 1 riferiti al 2014, secondo i quali il numero di soggetti malati cronici di gioco d’azzardo patologico in cura presso le strutture sanitarie superava il centinaio, anche se si stimavano circa 7.000 giocatori compulsivi nella nostra provincia.

Per affrontare la situazione, la futura amministrazione adotterà nuovo regolamento per la disciplina dei giochi leciti che recepisca integralmente la legge regionale approvata nel 2017, sfruttandone ogni possibilità applicativa: in particolare, occorrerà aumentare a 500 metri la distanza minima degli apparecchi e delle sale gioco dai cosiddetti luoghi sensibili come scuole, strutture sanitarie, case protette, luoghi di culto e centri di aggregazione giovanile, aggiungendone di ulteriori rispetto a quelli già elencati per aumentare la tutela sociale rispetto al richiamo del gioco d’azzardo esercitato su soggetti deboli. Inoltre, tramite ordinanza la sindaca Marta Ruggeri disporrà il contenimento e la regolamentazione degli orari di accesso alle sale gioco.

In linea con il divieto di pubblicità introdotto dal Governo nazionale, verrà inibita ogni forma di propaganda del gioco d’azzardo legale, come la promozione delle vincite con cartelli e scritte visibili dall’esterno degli esercizi. Inoltre, nessun immobile di proprietà del Comune o di una società partecipata, in uso a terzi, potrà ospitare apparecchi per il gioco d’azzardo.

Saranno recuperati e resi strutturali gli incentivi sulle tasse comunali (sgravi per Tari, Tasi, Tosap e tassa sulla pubblicità) a favore degli esercizi che dismettano le slot machine; in senso promozionale, verrà predisposta e pubblicizzata una mappatura dei locali liberi dal gioco d’azzardo secondo il programma #fanodamare, che promuove iniziative per stimolare l’impegno e la sensibilità dei fanesi per la loro città.

La polizia locale dovrà essere adeguatamente indirizzata a esercitare le funzioni di vigilanza, anche in collaborazione con l’Agenzia delle dogane e dei monopoli e con le forze dell’ordine, e all’applicazione rigorosa delle sanzioni stabilite dalla normativa regionale, con particolare attenzione ai divieti previsti a protezione dei minori. Occorrerà instaurare una positiva interlocuzione con la Questura, competente sulle autorizzazioni per i centri scommesse e le sale bingo e videolottery.

Inoltre, saranno sostenuti gli interventi di prevenzione e cura svolti dall’Asur e dall’Ambito territoriale sociale, potenziando al contempo le iniziative informative ed educative sul tema, in particolare quelle da svolgere negli istituti scolastici, e coinvolgendo il più possibile le società sportive, le parrocchie e tutte le realtà associative a contatto con i giovani.

Infine, sarà utile formalizzare e ampliare il più possibile la rete locale dei soggetti (istituzioni, associazioni, cooperative, esercenti, sindacati) impegnati nei progetti di sensibilizzazione contro il gioco d’azzardo patologico, instaurando al contempo sinergie stabili e proficue con l’Osservatorio regionale dei comportamenti di abuso, con la Consulta regionale per le politiche di contrasto delle dipendenze patologiche, con il competente Dipartimento Asur e con l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, anche a scopo di monitoraggio dell’incidenza del fenomeno.

 

4.5 L’Ambito territoriale sociale da ridisegnare

Riguardo all’Ambito territoriale sociale, recuperata la piena funzionalità dopo la vicenda degli incarichi irregolari su cui il Movimento 5 Stelle ha svolto un’opera di stimolo e trasparenza e una volta risolta la questione della nomina del nuovo responsabile in seguito alla prematura scomparsa del coordinatore, verrà sollecitata alla Regione una rivisitazione geografica dell’organismo al fine di favorire, attraverso una corrispondenza dei confini territoriali, l’integrazione con i servizi distrettuali dell’Area vasta dell’Asur. Infatti, l’attuale disomogeneità tra il territorio dell’Ambito sociale e quello del distretto di Fano crea difficoltà di coordinamento delle prestazioni sociosanitarie, come i servizi domiciliari e residenziali per anziani o per soggetti con fragilità sociali e sanitarie. La salute dei cittadini si preserva e si recupera nell’integrazione tra questi due sistemi di assistenza. Per l’equità dei trattamenti, si favorirà un’applicazione uniforme dell’indicatore della situazione economica equivalente per l’accesso ai servizi di categorie come anziani e disabili nei comuni limitrofi.

Per contrastare le forme di disagio gli assistenti sociali del Comune dovranno operare anche sul territorio, andando nei quartieri in modo sistematico, per conoscere e intercettare con più efficacia le sofferenze sociale, operando con uno scambio di informazioni con la polizia locale, le scuole e anche le società sportive che operano con i bambini e i ragazzi per intervenire in modo coordinato sulle devianze in particolare giovanili.

In base a uno specifico bisogno espresso dalla rete del volontariato, saranno sostenute le associazioni che si occupano dei senzatetto, attualmente assistiti solamente con un servizio di accoglienza notturna, mettendo a disposizione un locale nel quale possa essere svolta un’assistenza diurna nel disbrigo di eventuali pratiche burocratiche – come la redazione di un curriculum o di una richiesta di lavoro – utili anche ai fini di un’integrazione sociale. Tale locale, attrezzato di scrivania, sedie e computer, sarà assegnato a una o più associazioni, previa stipula di convenzione, e utilizzato alla presenza e sotto la responsabilità almeno di un volontario.

 

4.6  La cittadinanza attiva e i beni comuni

La giunta della sindaca Marta Ruggeri stimolerà e favorirà un nuovo dinamismo sociale, valorizzando l’associazionismo diffuso, che è un capitale sociale di particolare valore della città dove l’incidenza del numero dei sodalizi rispetto alla popolazione è superiore per partecipazione a quella del resto del territorio. L’associazionismo cittadino verrà sostenuto in tutte le sue manifestazioni di rilievo pubblico come forme diffuse e vive della partecipazione alla vita sociale e culturale di Fano. Obiettivi saranno la promozione di forme di sussidiarietà nei servizi, nell’assistenza alle persone e nella cura della città.

Perciò, sarà scrupolo della nuova amministrazione provvedere ad allestire una Casa delle associazioni al fine di dare una sede fisica a quei sodalizi che abbiano l’esigenza di una base organizzativa e logistica per le loro attività. Parallelamente, si provvederà ad affidare in uso per un fine sociale gli spazi comunali disponibili per favorire le relazioni sociali e la responsabilità dei cittadini in ogni quartiere.

In questa direzione, saranno agevolate tutte le forme di cittadinanza attiva tramite la spontanea organizzazione dei fanesi per finalità di interesse generale a integrazione dell’attività dell’amministrazione comunale. In particolare verrà dato uno stimolo decisivo alla cura e alla rigenerazione dei beni comuni, innanzitutto promuovendo con adeguate forme di pubblicità la conoscenza e l’esecuzione del regolamento comunale che attribuisce agevolazioni ed esenzioni tributarie a quei cittadini, individuali o organizzati, che diano un contributo al recupero, la manutenzione e la gestione di beni e spazi pubblici come aree verdi, strade, marciapiedi, edifici e strutture comunali in disuso o in degrado. Si darà sostanza alla riforma dell’articolo 118 della Costituzione che assegna ai Comuni, insieme agli altri enti pubblici territoriali, il compito di favorire “l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà”. Pertanto, il regolamento approvato nel 2015 dovrà essere modificato al fine di dare la priorità dell’azione non al Comune, che ora deve preventivamente indicare i beni comuni urbani e gli spazi pubblici su cui consentire la cura e la rigenerazione, bensì ai cittadini. Accordata la preferenza per un accordo di collaborazione con il Comune al fine di attivare una sinergia progettuale ed esecutiva, l’iniziativa autonoma dei cittadini sarà salvaguardata prevedendo la possibilità che questi intervengano sul bene o lo spazio pubblico comunale se entro 30 giorni dalla presentazione dell’istanza non riceveranno una richiesta di interlocuzione da parte del Comune. All’interno dell’amministrazione comunale, verrà costituito un ufficio apposito per verificare le proposte, trattare, sviluppare e definire gli accordi, coinvolgendo in modo trasversale nell’ordinario processo di co-progettazione con i cittadini i vari uffici comunali, a seconda delle competenze richieste. Le istanze di collaborazione presentate dai cittadini e gli accordi stipulati con il Comune, unitamente agli aggiornamenti degli stessi, saranno pubblicati subito in uno spazio web dedicato, aperto ai commenti. Lo scopo è quello di favorire questa significativa collaborazione tra pubblico e privato ritenuta strategica per incentivare la responsabilità e il protagonismo dei cittadini. L’obiettivo politico è quello di coinvolgere nella cura e nella rigenerazione dei beni comunali migliaia di cittadini, sull’esempio dei Comuni più virtuosi, mentre finora a Fano, in quattro anni, sono stati realizzati pochissimi progetti.

I contributi del Comune alle associazioni saranno assegnati previa approvazione di un regolamento che stabilisca criteri oggettivi di riparto dei fondi disponibili in relazione al numero delle iniziative promosse, all’impegno dei volontari profuso e al valore delle manifestazioni riguardo alla tradizione e al loro rilievo culturale o politico.

 

4.7 Le pari opportunità e l’educazione linguistica e sentimentale

La giunta della sindaca Marta Ruggeri incentiverà le politiche delle pari opportunità per favorire un modello culturale di città che sia accogliente nei confronti delle diversità di genere, di orientamento sessuale, di etnia e di abilità psicofisiche. Il rispetto di chi è diverso da sé inizia dall’utilizzo appropriato delle parole e l’uso vigilato della lingua è il primo presidio culturale per favorire l’integrazione sociale e prevenire ogni forma di discriminazione e di violenza. Perciò scrupolo della futura amministrazione sarà quello di mettere a punto, attraverso un processo di consultazione e partecipazione aperto ad associazioni, professionisti e cittadini, uno studio sull’uso accogliente e inclusivo delle parole che definisca le diversità di genere nei ruoli sociali e abbatta le diffidenze e i pregiudizi nei confronti di ogni condizione personale e sociale sul presupposto che le individualità sono pressoché infinite, le sensibilità sono molteplici, le culture sono diverse ma la dignità umana è una sola. L’elaborazione partecipata di tale lessico paritario e inclusivo, portata a termine con la consulenza di uno studioso della lingua, darà luogo a iniziative appropriate perché il suo uso venga promosso il più possibile nella comunità locale. Innanzitutto, un prontuario per l’unificazione del lessico, utile anche a snellire certe astruse espressioni burocratiche, verrà adottato dall’amministrazione comunale, nell’articolazione dei diversi uffici, per redigere atti e documenti. Inoltre, verranno organizzate iniziative pubbliche destinate prevalentemente, ma non solo, ai giovani per divulgare l’uso inclusivo della lingua e sarà sviluppata un’interlocuzione diretta con le scuole per implementare nelle forme più opportune tale uso nella didattica, con una gradualità di contenuti adeguata al livello della formazione.

Con la stessa finalità, verranno promossi eventi di educazione sentimentale indirizzati ai ragazzi, sul modello dell’esperienza innovativa svolta nelle ultime due classi degli istituti superiori della Regione Piemonte, per sviluppare tra le giovani generazioni relazioni che prevengano la violenza di genere. Di fronte alla gravità sociale di tale fenomeno, che produce danni psicologici e fisici alle donne fino alla morte, le iniziative della futura amministrazione saranno indirizzate, oltre al sostegno delle associazioni di volontariato che aiutano nel territorio le donne vittime di violenza, a diffondere tra i ragazzi gli strumenti conoscitivi per instaurare rapporti di genere liberi da pregiudizi.

In maniera mirata, interlocuzioni saranno promosse dal futuro consiglio comunale nei confronti del Governo nazionale, della Regione Marche e dell’Ufficio scolastico provinciale perché anche la nostra scuola si adegui alla convenzione di Istanbul del 2011 che prescrive agli Stati l’introduzione dell’educazione all’affettività negli istituti formativi, come è avvenuto in tutta Europa salvo che in Grecia e Italia.

 

4.8 Il rilancio delle politiche per i giovani cittadini

Oltre che il futuro – come si è soliti dire – i ragazzi e i giovani sono il presente della nostra città, una risorsa per l’oggi da riconoscere e valorizzare per promuovere lo sviluppo culturale e sociale di Fano. Pertanto, il programma #fanosicuradise affronta la questione giovanile riguardo alle esigenze del lavoro, dell’affettività e dello svago correggendo l’approccio culturale degli ultimi anni, ossia considerando i nostri giovani non come soggetti deboli bensì come cittadini a pieno titolo, che partecipano alla vita comunitaria con un contributo originale e utile di analisi e sensibilità. E riconoscendo la pluralità di bisogni e interessi all’interno di questa fascia anagrafica della popolazione.

Completa il quadro dell’approccio sbagliato, una fastidiosa retorica giovanilista di contorno, strumentalizzata e cavalcata anche a fini elettorali, insieme al ricorrente vizio di ridurre i giovani a meri consumatori di eventi e prodotti trascurando la complessità delle loro aspirazioni. L’approccio inclusivo, invece, è quello che ci rimanda la complessità sociale quotidiana nella quale la parola giovani non è quasi usata come sostantivo senza qualificazioni, bensì perlopiù come un aggettivo che si accompagna a svariate condizioni: giovani studenti, giovani lavoratori, giovani disoccupati, giovani coppie, giovani imprenditori, giovani artisti, giovani sportivi.

Perciò, nella giunta della sindaca Marta Ruggeri le politiche relative ai giovani non saranno confinate nell’angusto spazio di un solo assessorato bensì saranno gestite in maniera trasversale tra tutti i settori dell’amministrazione comunale e le corrispondenti deleghe politiche, per rispondere a multiformi necessità. Sarà costituito un ufficio dedicato alle politiche per i giovani cittadini, aperto al pubblico, a cui andrà assegnato non solo il compito di tenere le fila di tutte le attività dedicate, ma anche quello di rappresentare un punto di riferimento per il mondo giovanile riguardo al disbrigo di pratiche burocratiche di varia natura, dall’organizzazione di un evento alla fondazione di un’associazione.

 

Tra i diversi temi in gioco, prioritario per la futura amministrazione comunale sarà pervenire alla stipula di un patto per l’occupazione giovanile attraverso una rete di collaborazioni e di sinergie con imprese, fondazioni, università, banche, associazioni di categoria. Un’iniziativa da avviare nell’alveo del progetto Dedalo, che orienta i giovani nel complesso mondo delle informazioni, o in affiancamento a esso. Le linee operative del patto dovranno essere l’istituzione di nuovi corsi di formazione professionale e la realizzazione di un incubatore di impresa e spazi di coworking, con servizi di supporto fattivo alla creazione di startup.

Bisognerà cogliere l’occasione rappresentata dalla crescente presenza di corsi universitari nella nostra città, con la prossima espansione già prevista, per facilitare la nascita di aziende spin-off (derivazioni del mondo accademico), per svolgere ricerche di carattere socioeconomico sul tessuto cittadino che possano orientare le politiche comunali (sul modello di quella realizzata in preparazione del piano strategico) e per valutare facilitazioni e agevolazioni a favore degli studenti, fuorisede e non.

Saranno recuperate nel bilancio le risorse per politiche dedicate al fine di rimediare al calo di iniziative e di servizi rivolti ai giovani cittadini. In particolare, la chiusura dei vecchi centri di aggregazione ha creato una drammatica mancanza di spazi di partecipazione, di cui invece si sarebbe potuto fruire con formule innovative rispetto al passato. Saranno, quindi, individuate strutture che possano ospitare gratuitamente le tante associazioni giovanili della nostra città per riunioni e attività, sedi che fungano soprattutto da contenitori flessibili, cogestiti o autogestiti dai giovani, da utilizzare come luoghi di cittadinanza attiva, di espressione individuale e collettiva, di dibattito e confronto (anche intergenerazionale).

L’esperienza dell’aula studio, attivata in via sperimentale presso la Sala Cubo di San Lazzaro, andrà stabilizzata e formalizzata nell’ambito della convenzione che disciplina la gestione della struttura, facendo tesoro delle modalità organizzative adottate da coloro che la frequentano e ampliando gli orari di apertura.

Dovranno essere valutati gli effetti del trasferimento del FabLab-Casa della musica e della tecnologia presso la Rocca Malatestiana, incentivandone in ogni caso una sempre maggiore apertura verso l’esterno.

Nell’indirizzo della partecipazione, la futura amministrazione darà nuovo lancio alla Consulta dei giovani come organo consultivo che non si limiti a organizzare piccoli eventi o a esercitare le proprie competenze rimanendo dentro il recinto asfittico delle politiche giovanili, ma che diventi un attore autenticamente politico in grado di portare il proprio contributo sui temi strategici e decisivi del dibattito cittadino, anche con lo scopo di contrastare la disaffezione che i più giovani provano nei confronti delle istituzioni, dismettendo nei fatti il proprio status di cittadini.